mercoledì 23 settembre 2009

Antichi Teatri di Palermo


Teatri a Palermo con ben poche notizie.

Il Teatro Sant’Anna,

il teatro Oreto, inaugurato i primi di luglio 1851, nel casino del principe di Cutò sito di fronte la villa Giulia.

Il Teatro Circo, nel giardino del convento dei padri Domenicani in via Bambinai, interamente in legno. Fu denominato teatro del popolo sia per gli spettacoli popolari che i prezzi assai modici, chiuse nel 1886.

L’anfiteatro Mangano nel giardino del palazzzo Villarosa. Struttura in legno inaugurato il 19 Gennaio 1890 con una rappresentazione circense, ma vi venivano rappresentate anche opere liriche. Chiuse nel 1897.

Il teatro San Ferdinando, di cui oggi esiste solo una squallida facciata ed un portone circondato da una scritta recante il nome: Real Teatro Umberto I, che il nome col tempo sia variato non ci è data notizia, ma l’ ingresso è al civico 8 della via Merlo, come scrive, Luigi Maniscalco Basile nella sua "Storia del Teatro Massimo Di Palermo"

Il San Ferdinando o Umberto I fu costruito nel 1800

da Antonio Carini, e inaugurato nel 1816. dagli scritti di Gaspare Palermo che attinse da Di Marzo-Ferro, si precisa che contava quattro ordini di palchi e che nella chiave dell’Arco del palcoscenico, vi era, ”per comodo degli spettatori”, un orologio. La superficialità e la fretta dei palermitani, a quanto pare sempiterna, veniva così agevolata dando loro la possibilità di lasciare lo spettacolo quando le loro esigenze, anche più futili, lo richiedessero o giustificassero.






martedì 22 settembre 2009

Politeama Garibaldi,





Il Teatro Politeama Garibaldi, fu costruito dell'architetto Giuseppe Damiani Almeyda che dopo aver visitati i già esistenti modelli di Pisa, Livorno, Firenze e Napoli, realizza la sua opera in stile pompeiano.
Il teatro, nacque, per ospitare diversi generi di spettacoli, d'opera, d'operetta, di prosa ed anche il circo. Progettato come teatro diurno all’aperto, solo in un secondo tempo si decise provvedere ad una copertura per renderlo più utilizzabile.   
Nel 1869, una delibera Comunale decideva di intitolare il teatro, in occsione della morte del grande musicista pesarese,a Gioacchino Rossini, ma il Politeama rimase, inspiegabilmente, ancora per anni, Teatro Municipale Politeama,



 

Con la presenza del re Umberto I e la reggina Margherita, fu inaugurato nel giugno 1874, con ”I Capuleti e i Montecchi“ di Vincenzo Bellini,
 anche se incompleto e privo della copertura che venne realizzata metallica dalla Fonderia Oretea, della famiglia Florio, anche questa opera del Damiani. La copertura fu ultimata nel novembre del 1877.  Nel 1882 dopo la morte di  Giuseppe Garibaldi fu subito a lui dedicato, dimostrando l'interesse più politico che musicale dei palermitani o della giunta comunale di al..., di sempre.
Il teatro è sormontato da una Quadriga bronzea di Apollo di Mario Rutelli, ma i due cavalli montati da ignoti cavalieri, a gli angoli, sono di Benedetto Civiletti.










le lapidi ai lati dell’ingresso recano, sulla sinista, la data del decreto col quale si dava il benestare alla costruzione dell’ opera e quella della solenne inaugurazione.

Mentre sulla destra la dedica da parte del municipio di Palermo al suo popolo, reduce dall'epidemia di peste.







Nei giardinetti esterni,sul prospetto, vi sono due sculture al centro di due rispettive vasche una






la Silfide, marmorea, di Benedetto De Lisi















l'altra, bronzea, raffigura il David scolpito da Antonio Ugo.









 

sotto il colonnato dorico del teatro.

la Baccante di

Valerio Villareale




oggi non più presente all'esterno.




forse al suo posto un busto di Giuseppe Damiani Almeida.



visto nel contesto

e in primo piano






Alla sommità di uno dei lampioni, accanto l'ingresso principaleuna figura femminile 


 Sul retro del teatro, in preparativi di rifacimenti, l'igresso, una volta, riservato alle scene e a gli animali da circo.









Il teatro fu completato definitivamente con le ultime rifiniture e abbellimenti nel 1891 appena in tempo per l'Esposizione Nazionale del 15 novembre 1891-7 giugno 1892. Mentre il Teatro Massimo, era ancora in costruzione, il Politeama Garibaldi fu inaugurato con la partecipazione del re Umberto I e la regina Margherita, con la messa in scena di Otello di G.Verdi. Sul podio, si presume, Arturo Toscanini che nella stagione 1892‑93 dirigerà, sempre al Politeama, anche Norma di Bellini,  la “Loreley” di Catalani “II Vascello fantasma” di Wagner ealtre opere.


Tra gli interpreti il tenore Francesco Tamagno, dotato di una vocalità,ormai, mitica e pare che per lui  Verdi compose "su misura" la cavatina  "Esultate",  il brano con il quale Otello entra in scena . In merito a questo grande tenore Luigi Maniscalco Basile, nel libro " Storia Del Teatro Massimo Di Palermo" narra un aneddoto in riferimento ad una delle repliche dell’ Otello. Una sera dopo varie richieste di bis, pare ne fosse stato  chiesto uno anche per un’aria non importante, ma di rilevante impegno vocale,“Miseria mia" il tenore un po’ infastidito anziché riprendere con “Miseria mia “ ebbe a mutarla in  
 Miseria vostra” scatenando un pandemonio tra un pubblico certamente privo di umor. Il grande tenore dovette scusarsi per far riprendere la rappresentazione.

La voce di Tamagno accenna “L'esultate” dall'OTELLO

e “Miseria mia” è cantato da Daniel Muñoz





Il Real Teatro Santa Cecilia

I Teatri a Palermo


Inizieremo il nostro breve aecursus sui teatri palermitani da quando Domenico Caracciolo Marchese di Villamaina, reduce da Parigi e Londra, fu inviato a Palermo come viceré di Sicilia da Ferdinando IV di Borbone. Il Caracciolo avrebbe voluto per la città un nuovo Teatro, fuori la porta Maqueda, pari a quelli delle città da lui visitate, più ampio certamente di quelli già esistenti, infatti, quando giunse nella seconda città del regno delle due Sicilie nel 1781, esistevano a Palermo due teatri il teatro Santa Cecilia e il teatro Santa Lucia

Il Real Teatro Santa Cecilia


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Il teatro Santa Cecilia fu voluto e Progettato dall’Unione dei Musici col contributo economico del viceré Uzeda e gran parte della nobiltà palermitana. Fu edificato vicino la Fieravecchia, con sala a ferro di cavallo. Aprì le sue porte ed il sipario il 28 Agosto del 1693, solo dopo circa un anno dall’inizio dei lavori, fu inaugurato con la rappresentazione della tragedia sacra "L'innocenza penitente" di Vincenzo Gattino, opera dedicata a S. Rosalia con musiche di Ignazio Pulici. A causa del terremoto del 1726 restò chiuso per 10 anni. Nel 1787 col contributo di un altro Viceré: Francesco D’Aquino, principe di Caramaico, viene restaurato e rinnovato sempre dall’Unione dei Musici. Riapre il sipario il 2 giugno dello stesso anno con l’opera ”Ariarate” dramma per musica del maestro Angelo Tarchi, compositore napoletano, su libretto di Ferdinando Moretti, già presentata nel 1786 a Milano. Dopo altri restauri avvenuti nel 1813 ad opera dell’architetto catanese Giuseppe Ponti che eseguì trasformazioni nella sala che fu munita di un meccanismo che permetteva di abbassare il palcoscenico a livello del pavimento per creare un ampia sala da ballo. L’ultimo restauro avvenne nel 1855 col quale viene completamente rinnovato sia all’interno che il prospetto ad opera degli architetti Giuseppe Di Bartolo palermitano e Carlo Giachery che sebbene fosse nato a Padova, visse in Sicilia sin dall’età di sei anni . Nel 1888. Il teatro Santa Cecilia chiude definitivamente la sua attività. Sarebbe triste attribuire tale chiusura, come asserisce Luigi Maniscalco Basile- nella sua“Storia del teatro Massimo di Palermo”ed Leo S.OLSCHKI ( da cui chi scrive ha attinto non poche notizie) che ciò sarebbe avvenuto per la “concorrenza spietata del Real Teatro Carolino”. La chiusura di un pur piccolo, teatro come il Santa Cecilia solo per l’attività del Carolino denoterebbe la mancanza di desiderio di cultura dei palermitani di allora. Lo stesso autore di seguito, citerà l’inaugurazione del Teatro Politeama, avvenuta nel 1874 già quattordici anni prima della chiusura  del Real Teatro Santa Cecila. Tenendo conto anche di questo la chiusura del Teatro dei Musici appare poco chiara, anche perché il repertorio musicale del 1888 era già abbastanza vasto, tra musica lirica, musica sinfonica, e sacra, non tenendo conto degli spettacoli di prosa che i teatri esistenti a quel tempo, data ancora l’assenza delle sale cinematografiche, avrebbero potuto accontentare la popolazione senza fallire. Purtroppo oggi il teatro non è più attivo e per lunghi anni è stato profanato adibendolo a deposito, della sala e del palcoscenico si è persa ogni traccia.






Auspichiamo, sempre con i tempi che tutte le amministrazioni comunali dal 1860 hanno sempre rispettato,che i lavori che pare siano in corso , come vediamo da queste foto,









1) non siano solo per un restauro al prospetto, auspicando che siano sostituite le immagini alla sommità, che mirano, solo, ad imitare delle sculture.





2) non durino per qualche generazione. 




3) siano finalizzati, realmente, alla riapertura dello storico teatro, con spettacoli degni della sua storica tradizione.

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