domenica 12 settembre 2010

Scugnizza

Scugnizza è un'operetta di Mario Pasquale Costa su libretto di Carlo Lombardo, ispirata a Napoli e i suoi costumi .Fu rappresentata per la prima volta al teatro Alfieri di Torino, il 16 dicembre del 1922 dalla compagnia dello stesso Lombardo    e pubblicata, prima nel 1924 e in seguito nel 1929 dalla Casa Editrice Musicale Carlo Lombardo, a Milano.L’operetta è considerata la più italiana delle operette in quanto, a differenza di altre operette di Lombardo stesso, non si svolge in ambienti frutto della fantasia degli autori, ma in una reale città italiana: Napoli che, possiamo ben dire, è la vera protagonista, con la sua natura il suo folclore, i suoi scugnizzi, i reali sentimenti e problemi dei protagonisti. Nel periodo in cui nella lirica erano in voga Puccini, Mascagni, Leoncavallo, tra le operette può essere inclusa  al verismo insieme a poche altre operette dell’epoca, un esempio sono: “Acqua cheta” e “Addio giovinezza “di Petri. A differenza delle altre che distaccandosi dalla realtà portano lo spettatore in uno stadio di illusoria e fantastica beatitudine, queste rispettando i canoni anche della letteratura verista mostra il dolce senza dimenticare e far dimenticare l’amaro che circonda un po tutti: personaggi interpreti e pubblico. Anche se in origine nasce in tre atti, l’operetta oggi viene spesso rappresentata solo in due atti. Prima di affrontare la trama attendiamo che il direttore salga sul podio e dia l’attacco al breve preludio che accompagna l’apertura del sipario e sulla scena della nostra storia appaiono: le vie di Napoli.L’azione si svolge dopo la guerra-
-Ma quale guerra?- Secondo la data della prima rappresentazione, ovviamente,dopo la prima guerra mondiale, ma in molte rappresentazioni dei nostri tempi si fa intendere 
trattasi della seconda. I personaggi dei quali iniziamo a far conoscenza sono:Toby Gutter un povero vedovo americano, molto ricco che in compagnia della bella figlia Gaby, pittrice dilettante, che da semplice turista visita Napoli.  Toby, però, è anche rappresentato come un anziano comandante della marina americana sempre vedovo e molto ricco, e la figlia Gaby sempre bella, americana e  sempre figlia di …Papà. 
I due visitano Napoli restando incantati dalla natura e dalfolclore in specie dagli scugnizzi che con la loro vivacità e le loro
tarantelle animano la scena. Tra questi vi sono Totò e Salomè, 
molto amici e complici in piccoli furtarelli; ne facciamo la conoscenza
mentre sono ricercati dalla zia della scugnizza Grazia o Maria Grazia,
vittima del loro ultimo furto. Tra le discussioni che si vengono
a creare, espresse con la particolare vivacità ed eleganza, tipica
del nostro meridione l’anziano Toby si accorge della bellezza
di Salomè e se ne innamora al punto da fare i capricci come un
bambino per portarla con sé in America. 
La zia Maria Grazia, da persona adulta e saggia, in un primo tempo si rende conto dell’eccessiva differenza d’età che separa il nonno dalla nipote, cioè i due,ma prendendo coscienza delle ricchezze di Toby si convince
che questo matrimonio… s’ha da fare! Anche o meglio, principalmente per
risolvere i loro problemini  economici: “ Più dell’età poté  il digiuno”. 
A questo punto, o anche prima, entra in scena Chic; chi sarebbe costui? 
Il segretario o l’attendente del comandante, che cerca timidamente di far la corte a Gaby che non sembra affatto disposta a ricambiarlo. 
In effetti, Chic è un napoletano, romano o un bolognese che innamoratosi perdutamente della bella americana si è arruolato al servizio di Toby, solo per poter star vicino alla sua amata. Chic è coinvolto,suo malgrado, per convincere Salomè a sposare l’americano.
I due si confidano a vicenda la propria situazione sentimentale .
Chic, per iniziare, invita prima la ragazza a non badare solo
alle apparenze, spiegandole, nel loro couplet che una rondine non fa primavera.

Poi la invita a ballare il ballo del momento: lo Shimmy. 


Gaby, intanto incontra Totò che sapendo del matrimonio della sua
compagnia di giuochi, scopre in se, per la scugnizza un sentimento
più grande dell’infantile amicizia. E involontariamente fa colpo sulla
bella americana che resta colpita dai suoi sentimenti e dal suo carattere
romantico e vorrebbe che Chic si comportasse come lui!!
Per non approfondire la confusione che si viene a creare, cosa che si fa
anche nelle messe in scena dello spettacolo, andiamo alla conclusione.
Toby prende coscienza che la scugnizza, anche se divenuta sua moglie
ama Totò e decide di divorziare, cosa facile dato che il matrimonio è rato,
ma non consumato. Questa sua generosità è premiata, anche  perché vede
la zia, Maria Grazia, con occhi diversi, forse perché non abbagliati più dalla
giovane scugnizza, e le chiede di sposarla.
Esorta così il suo attendente o segretario, a chieder la mano della figlia.
Chic sembrerebbe un cacciatore di dote, ma nelle operette, anche se
veriste come questa, non vince mai il tornaconto personale e il bene trionfa
sempre dando l’esempio di una morale da seguire che oggi, purtroppo,
non è più di moda, infatti il semplice Chic è realmente innamorato di Gaby
e l’amerebbe anche se povera.
Cosa farà l’intera famiglia? Partiranno tutti per l’America o
resteranno tutti a Napoli? Per il momento cantano tutti nella
classica passerella finale che coinvolge anche il pubblico
come ogni operetta che si rispetti.


 

2 commenti:

  1. Volevo intervenire con un commento degno di nota, ma… l'articolo mi piace, quindi… GRANDI!!! Continuate così!


    Cartomanzia online

    RispondiElimina
  2. Grazie per i complimenti,magari un po esagerati. Sulla pubblicazione dei post ho un programma che non riesco per vari motivi a rispettare. I commenti e i suggerimenti, degni di nota o meno,sono sempre ben accetti.A presto

    RispondiElimina