giovedì 8 settembre 2011

Cavalleria Rusticana

 
Cavalleria Rusticana  di Pietro Mascagni e Pagliacci di  Ruggero  Leoncavallo sono molto simili tra loro i due musicisti, come detto, appartenenti alla stessa scuola
e il tema  dei due racconti lo stesso: la gelosia e il delitto d’onore. Ciò che distingue  i due lavori è proprio la musica. La prima rappresentazione ebbe luogo al Teatro
 Costanzi di Roma il 17 maggio 1890, Il libretto fu chiesto da  Pietro Mascagni  aGiovanni Targioni-Tozzetti che scelse come tema la novella omonima di Giovanni Verga e con Guido Menasci ne scrisse il libretto.Premettiamo  che la storia inizia prima dell’inizio dell’opera,Turiddu, prima di partire per il servizio militare era fidanzato con Lola, ma al suo ritorno questa si è sposata col carrettiere compare Alfio,quasi sempre fuori per lavoro.Trova un’altra fidanzata in Santa, ma Lolanon è uscita ne dal  suo cuore ne dalla sua vita.
Siamo nel giorno di Pasqua  e Turiddu, inizia la sua giornata con una serenata a Lola “Lola c’hai di latti la cammisa”


Direction Georges Prêtre.
Turiddu-Roberto Alagna.

La più turbata di tutti è Santa che ha appreso che Turiddu  la mattina
si aggirava presso la casa di lola,va dalla mamma di questo, ma
non si tranquillizza affatto, confidandogli di esser stata sedotta ed ora abbandonata dal figlio che preferisce ancora Lola.
Arriva Alfio Comunicando a tutti  quanto sia bello fare il  bel mestiere del carrettiere a questo punto tutti entrano in chiesa per inneggiare al Signore Risorto.
Prima del finale facciamo le nostre riflessioni tra
 il contrasto tra la festa religiosa, di pace e Amore  che si festeggia ei conflitti interiori di sospetti, rancore e odio che si alimentano egli animi umani.


Quando arriva Turiddu  considerare una discussione animata quella tra lui e Santuzza è poco, anche perché arrivata Lola che si sta recando, da perfetta osservante, alla messa di Pasqua tra le due donnenasce un caloroso diverbio, uno scambio di battute ironiche  e non certo edificanti. Noi stessi leggendo e rileggendo il libretto, per non farci distrare dalla musica non troviamo schiaccianti prove contro Lola e Turiddo se non dicerie di paese, ma Lola arriva a mentire al punto di rispondere: Io ringrazio il signore e bacio in terra?, dichiarando con queste parole di non aver commesso peccato che gli impedisse di entrare in chiesa. Come invece sostiene  Santa che dice di non andare a messa aggiungendo che " ci deve andar chi sa di non aver peccato."
Per concludere Santuzza, rivolta a Turiddu, stanco
dei suoi ossessionanti rimproveri, gli  farà cortesemente
  gli auguri della mala Pasqua, e  la metterà anche in pratica, perché all’arrivo di compare Alfio
gli racconterà tutti i suoi sospetti e le dicerie come realtà quale possibilmente era, decidendo così la sorte del suo amato.
Purtroppo nel duetto in cui Turiddo e Alfio si sfidanoTuriddo dirà “lo so che il torto è mio,
Turiddo ribalta l’aspetto di perbenismo che hanno interpretato con Lola.
 A questo punto l’ Intermezzo 
  per quest’occasione diretto da
Riccardo Muti.
 


Cavalleria è Una storia abbastanza intricata dove la Santuzza recita più la parte d' una ossessionante psicopatica più che di una donna innamorata se la novella di Verga non fosse stata alleggerita dalla musica di Mascagni si sarebbe senz’altro confusa tra le altre e sarebbe stata senz’altro la meno nota. Dopo aver bevuto tutti il vino spumeggiante offerto da Turiddu







Turiddu: Angelo Villari
Ecco sopraggiungere Alfio il resto è scontato,
la futura vittima saluta la mamma e gli raccomanda Santa che in realtà amava ed esce.
 Pochi brevi passaggi musicali. Quindi al classico urlo :
“Hanno ammazzato compare Turiddu!” annuncia il tragico
esito del duello e l’epilogo dell’opera.
Quella santa di Santuzza cadrà ipocritamente a terra per mostrare il suo dolore, ma non quanto fosse voluto-
Riflettiamo su quanto il puro egoismo, perché questo è il tarlo che invade tutti i personaggi, faccia tanto male.

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