sabato 10 settembre 2011

Cos’è l’Operetta? Mam'zelle Nitouche--

Cos’è  l’operetta?

  Abbiamo parlato di operette, ne abbiamo sentito
le musiche, apprezzate le simpatiche trame, 
ma cos’è l’operetta?  Come è nata? 
Volendo sintetizzare premettiamo che chi assiste a 
spettacoli di operette  è come se vedesse delle  fiabe 
in musica e quindi come
una di queste Ve ne raccontiamo  la storia.
 C'era una volta
 e con molta buona volontà c'è ancora: 
L’OPERETTA
L'inventore di questo genere musicale fu.. il..francese … Jacques ..Offenbach…, diranno in molti, ma..
non è proprio così. 
 L’origine dell’operetta si fa risalire al  Vaudeville.
Per Vaudeville, genere teatrale nato in
Francia a fine Settecento, si intendono
commedie leggere in cui  la prosa viene 
alternata a strofe cantate..
Le stesse caratteristiche del  Vaudeville erano
già presenti nella Zarzuela  
nata in Spagna nel XVII secolo.
Il nome deriva dal padiglione da caccia, della corte spagnola, chiamato proprio Zarzuela,
luogo ove venivano rappresentate le opere
di questo genere, costruito da Filippo IV di Spagna
 nel XVII  e adeguato allo stile settecentesco
da Carlo IV, ed è ancora oggi la dimora
dei reali di Spagna. 
I primi autori che si cimentarono in questo genere,
furono i drammaturghi  Lope de Vega e
Calderón de la Barcaca. 
Distinguiamo due forme di zarzuela la Baroque zarzuela (c.1630-1750),   e Romantico zarzuela (c.1850-1950),
che è ulteriormente divisa in due generi 
secondari: il génere  grande  e género chico .
Canto e recitato  si ritrovavavano nella lirica
quali il dramma giocoso o opera buffa italiana
che  in germania diviene“Singspiel tedesco”
presente in Mozart, in Beethoven (nel Fidelio),
 in Carl Maria von Weber sino a Riccard  Struss 
e in Francia  nell’ Opéra-comique. Due  esempi tipici
sono  “fra diavolo” di Daniel Auber, e 
 “La Fille du Regiment” di Gaetano Donizzetti
che possiamo considerare al confine
tra opera comica e operetta.
L'operetta, conosciuta anche come piccola lirica,
nasce nella seconda metà del XIX  secolo divulgandosi
e tramandandosi maggiormente in Francia e in Austria, proprio col tedesco nazionalizzato francese,
Jacques Offenbach e l’austriaco  Johann Strauss jr. L’operetta anche se sostenuta da questi e altri quali Charles Lecocq (Parigi, 1832 – Parigi, 1918) , Jean-Jules Planquette(Parigi 1848 - ivi 1903).
nomi passati alla storia, come padri di questo genere musicale, ufficialmente fu tenuta a battesimo dal compositore francese  Florimond Ronger noto con lo pseudonimo di Hervé.
Questo musicista nato il 30 giugno 1825 e morto 3 Novembre 1892 a Parigi.
Allievo di Daniel Aubere al Conservatorio di Parigi
diviene presto drammaturgo, attore, pianista,
cantante, compositore,librettista, regista, pittore
di scene, e direttore di una compagnia francese.
Per mettere a frutto tutte le sue specializzazioni,
inventa il nuovo genere sino allora soltanto
accennato e così l’operetta assume una sua specifica identità nel mondo dello spettacolo.
Florimond Ronger alias Hervé.
Hervé Scrisse più di 100 operette 
Tra queste Chilpéric (1868),
Le petit Faust (1869), Les Turcs (1869), la più nota o la   più rappresentata è Mam'zelle Nitouche del (1883)  
Mam'zelle Nitouche

 Mam'zelle Nitouche  

È
Un vaudeville-opérette  composta da Hervé su Libretto
di Henri Meilhac  e Albert Millaud e
rappresentata la prima volta al Théâtre des Variétés di
  Parigi il 26 gennaio 1883.Fu anche fonte d’ispirazione
per il commediografo napoletano.  Edoardo Scarpetta
che trasformò l’operetta in commedia.  tagliandone una parte,
più accettabile per l’operetta  che per il teatro di prosa, la
 trasferì a Napoli, cambiando i nomi dei personaggi e il titolo,
 ma la trama rimase la stessa di quella
di Henri Meilhac et Albert Millaud.  
  Il titolo  si trasformò in : Na santarella, e anche
l’operetta per gli italiani divenne “Santarellina”.
Tornando a Mam'zelle Nitouche  di Hervé, perché di
questa ci stiamo occupando.
Abbiamo premesso che viene presentata come
vaudeville-opérette, molto chiacchierata,
scandaòosa per i tempi e presentiamo la
 trama iniziando da i personaggi  protagonisti
della storia che sono:
Celestino, organista ed insegnante
di musica al convento delle Rondinelle,
 istituto riservato ovviamente,a sole fanciulle.
Celestino,  è un personaggio
quasi autobiografico, nel quale l’autore
stesso anche lui organista prima
 di iniziare la sua carriera
di compositore di operette,
nella chiesa di Saint-Eustache e prima ancora
presso Bicêtre Hospital,
 pare volesse identificarsi proprio in Celestin.
 Tra le alunne, nel convento vi è  Denise,
la più spigliata,diligente e delicata delle allieve
 ed anche la più amata dalla superiora
 che pur non disdegnando le altre la tiene in
grande considerazione per il suo profitto e
 la sua più che buona condotta
(vorrebbe addirittura farsi suora).
Avendo scomodato la Badessa
del convento a questo punto penserà si
sia detto troppo poco di lei,
scomodarla per così poco?...
Quindi  aggiungiamo che questa
ha, per Celestin, un gran difetto.
No, no niente di grave, solo che la
 Rev madre superiora è la sorella
di un maggiore dell'esercito con cui
il nostro eroe  non ha, diciamo pure, un rapporto
propriamente …idilliaco,… il perché???
Un po’ di pazienza s'il vous plaît  questo
 lo scopriremo al più presto.

Il primo personaggio in cui c'imbattiamo
è proprio lui Celestin.Facciamo la sua conoscenza
 proprio mentre scavalcando il muro del convento,
torna furtivamente a casa sua,
una stanzetta sita nel giardino di questo,
ma, rincasando alle prime luci dell’alba
e non dalla porta
 da dove verrà mai il serafico Celestin?
È lui stesso a spiegarcelo.
Celestin vi racconterà che viene dal teatro
del varietà per il quale ha scritto un’operetta
e domani anzi stasera si terrà la
prima rappresentazione. 
Sia chiaro che l’autore dell’operetta
 non poteva essere l’organista del convento!
Se l’avesse saputo  la Madre Superiora!
Così, ci racconta, di aver usato un altro nome
come compositore  e frequentatore
del teatro, e come nome ha scelto:
Floridor , notiamo una certa assonanza
con Florimond il nome dell’autore.

Scusate se in questo filmato incontriamo  Celestin

che esce anziché  rientrare ma nei
film c’è la pretesa di far vedere ciò che a teatro
si racconta,
(ora ascoltate,anche se dovreste imparare
 il tedesco, se non lo sapete),


Floridor e Célestin sono, in effetti, le
 due facce della stessa medaglia.
Floridor  in convento sarà il
candido e obbediente Celestin
e  Celestin a teatro diverrà il brillante
 e anche trasgressivo Floridor.
Trasgressivo?  Beh sì .. ,
un poco, specie come organista del
convento, tutto casa e.. chiesa,
o meglio: tutto casa in chiesa.
Le sue piccole trasgressioni lo porteranno
a corteggiare Corinne, l’attrice protagonista
del suo spettacolo che, purtroppo, 
 è corteggiata anche da un anziano
personaggio che per gelosia l’ha centrato
da poco con un calcio ben assestato.
Avete provato a indovinare
chi è questo personaggio?
Proprio lui, il fratello della badessa,
che da maggiore dell’esercito non poteva
non avere una buona mira.
Dopo averci raccontato la sua storia
chi pensate che incontri il nostro
Celesten uscendo dalla sua stanza?
Sempre lui, il maggiore comte de Château-Gibus,
venuto a trovare la sorella, e
pensando che tutti i musicisti si conoscano,
 tra loro, gli chiede notizie di un tal
Floridor compositore d’operette.
Ovviamente Celestino scandalizzandosi 
 per tale possibilità risponde di non
conoscerlo affatto; lui può conoscer
 Bach, Beethoven, ma i compositori
d’operette…Oh  Dio!
e si ritira in buon ordine, felice
di non esser stato riconosciuto.
Dopo aver ascoltato le confidenze
del fratello,  anche delle sue
 disavventure amorose, che da
 buona sora  vede solo come avventure.. ,
lascia che si soffermi ad ascoltare il
coro delle giovani allieve per mostrargli
da lontano Denise, la giovane
di cui il fratello le aveva parlato
 poco prima, (Non vi ho detto niente?
Oh ..scusate se ve ne parlo solo ora).
Il fratello della superiora ,
 maggiore comte de Château-Gibus,
 da amico degli zii di Denise de Flavigny 
 aveva chiesto alla sorella la possibilità  di
un incontro tra la ragazza e il giovane
tenente visconte Fernand de Champlâtreux,
destinato, dagli zii della ragazza,
quale suo futuro sposo.
La badessa non nega il favore al fratello,
ma cercherà un modo discreto,
per far avvenire l’incontro,date le ferree
regole del convento!
Al momento della ricreazione
Denise chiede alla reverenda madre
  di approfondire, col maestro Celestino,
le sue nozioni di musica.
 In realtà la ragazza con la scusa della
lezione supplementare di musica dice
a Celestin di conoscere l’intera operetta
 e gli chiede di portarla la sera alla prima.
 Figuratevi, sapeva anche questo!
Al rifiuto del maestro  gli propone in
cambio di dire alla superiora
della sua passione  per l’operetta
 e delle sue sortite notturne
e lo convince a cantare, insieme,
una marcetta, dall’operetta,
 ovviamente Il brano verrà interrotto
dall’arrivo della Reverenda madre. 
   Questo non è tedesco, ma lo capirete ugualmente anche
               se fosse russo, Ceco o Slovacco

La superiora comunica alla giovane che
un signore, ispettore di una non meglio
 identificata confraternita, avrebbe voluto 
parlare con lei,quale la più diligente
delle allieve, ma poiché non è previsto
che un’educanda incontri uomini in convento,
 per decisione della superiora,  metteranno
 un paravento che, impedisca loro 
di vedersi, lasciando  la possibilità
di parlare  liberamente e faccia 
contento il fratello maggiore.
 L’ispettore, della non meglio
identificata confraternita,
in realtà un’identità ce l’ha è il visconte
Fernand de Champlâtreux tenente 
del reparto del fratello maggiore,
 della superiora e promesso sposo
di Denise, che truccando la voce
da decano degli ispettori 
 riesce a conoscere le sue abitudini,
i suoi interessi, specie quello  per
 la musica, ma dell’operetta Denise
 ovviamente non parla, c’è la superiora!! 
 E  lui è il decano degli ispettori !!!! 
Alla fine del colloquio il tenente Fernand
 è stato conquistato dai modi e in specie
dalla voce della ragazza.
Andando  via lascia alla superiora
una lettera degli zii della giovane 
 de Flavigny  che invitano la nipotina a
prendere la stessa sera alle8,30
 il treno per Parigi,perché destinata
a sposare Fernand de Champlâtreux. 
Chi potrà accompagnare la piccola,
 indifesa fanciulla, a Parigi se non
Celestin?
Così  il povero Celestin  apprende
amaramente  la notizia ...
La  sua operetta !!
Non potrà essere presente!
 Ma è consolato  da quella, imprevedibile, 
ragazza che gli propone di prendere
il treno delle 12,05 così potrà assistere
alla sua operetta e portare anche lei. 
Questo è improponibile per il povero
maestro disposto a rivelare alla superiora
anche la sua passione per l’operetta
pur di non traviare la
 figliola a lui affidata! 
Denise così promette che
 sarebbe restata in albergo mentre
 Celestin sarebbe andato a cogliere gli allori
 del suo successo,ma così, in effetti.….
NON FU,  perché mentre 
il maestro Floridor,(ricordate che ora
Siamo a teatro e qui Celestin non esiste),
è in altre faccende affaccendato la piccola 
peste vaga per il teatro e incontra, guarda caso
il suo futuro sposo. Non sapendo niente l’uno
dell’altra, sapete com’è …,..il caso…,
specie poi nelle operette, 
sono spinti dalla  necessità, per esigenza
di copione, a fornire specie a Corinne,
la prima donna innamorata di Floridor,
 affacciatasi (diciamo per caso) dalla porta
del camerino, decisive informazioni.   
Denise comunica al tenente solo di
conoscere tutta l’operetta a memoria,
d’essere allieva del maestro Floridor
che le è molto affezionato
e la porterà con se a Parigi quella notte e ..
 e…di chiamarsi Nitouche. 
Questi elementi,sintetizzati sono necessari
perché Corinne, dopo aver ottenuto
 che il maggiore facesse le scuse al suo rivale,
per via del famoso calcio, colpita da un grave
 attacco di gelosia acuta, salti su tutte le furie,
 si riappacifichi col  militare lasciando
 il teatro, e l’impresario nei guai.
Floridor avvertito corre a rintracciare
 Corinne, senza accorgersi di Denise,
…. Ne va della sua operetta.!
Il pubblico comincia ad impazientirsi
tutti attendono il II atto, il direttore 
del teatro è disperato a questo punto
il tenente Fernand  gli comunica che
 la signorina lì presente, Nitouche,
 è allieva  del maestro Floridor e conosce
tutta l’operetta a memoria,
 potrà sostituire Corinne.
Floridor  torna sconfortato  a teatro
 non solo non ha potuto convincere la
 soubrette a tornare a recitare ma è
dovuto fuggire dalle grinfie del maggiore
quindi afflitto e sconsolato resta
sorpreso nel sentire la fine dell’operetta 
e gli applausi.
 Anziché congratularsi con Nitouche
gli chiede cosa direbbe mai la superiora,
Ma con le sue pronte risposte la piccola lo 
disarma ed escono in scena a ringraziare il 
pubblico  ed è a questo punto che
l’autore  è raggiunto dall’infuriato maggiore
 che lo piantona alla porta
del camerino di Nitouche,
ma i due scapperanno  dalla finestra. 
Se la storia è iniziata in convento per
spostarsi nel 2atto a teatro, nel terzo atto 
si trasferisce in una  caserma di cavalleria. 
Proprio così! ma come mai? È semplice: 
i due artisti per fuggire all’ ira funesta
del fratello maggiore della superiora,
calandosi dalla finestra del teatro si sono
 imbattuti in una pattuglia di ronda
che molto diligentemente li ha fermati
e portati in caserma.
Figuratevi la gioia degl’ufficiali,  presenti
a  teatro, di rivedere Nitouche e
 l’onore d’avere, tra loro Floridor,
che l’accompagna. 
Tutti gli ufficiali sono presenti tranne
il tenente de Champlâtreux, che li
raggiungerà a breve, sentendo questo
Nitouche decide d’aspettare il suo tenente,
tanto ormai anche il treno di mezzanotte
 è  perso.
 
Così i nostri eroi sono trattenuti
dall’ esercito francese a cantare e bere.   
Il saggio celestin  si sente sempre
responsabile di ogni azione della piccola
fanciulla affidatagli, 
decide di metter fine a questi bagordi 
travestendosi da militare, e uscire
per per poi tornare annunziando l‘arrivo
del maggiore 
(dovranno smettere di far baldoria),
 ma appena uscito incontra realmente
 il maggiore che scambiandolo per una recluta
 lo manda immediatamente a farsi
 tagliare i capelli.
Nel mentre è tornato il
tenente Champlâtreux,
ha poco tempo per intrattenersi
con la ragazza perché questa deve nascondersi
 in una stanza attigua per l‘arrivo del
temuto ufficiale. 
Ne uscirà vestita da militare, ma
un sospetto balena nella mente
del maggiore,lui che se ne intendeva,
quel soldatino sembrava essere  una donna!!?
Per verificare la fa salire a cavallo e
a che c’è fa montare a cavallo anche
l’altra recluta, con i capelli tagliati,
diciamo per verificare che sappia almeno
montare a cavallo, in realtà siamo in
un’operetta e questa  è la trovata migliore
per non  avere un finale  inglorioso:
far fuggire i due così questi si  perderanno
 nel buio della notte.

L’epilogo  ha come scena nuovamente

il convento.

La superiora perplessa e preoccupata
 nel rivedere il maestro Celestin in
strani costumi, avendo lasciato
il suo bagaglio a teatro, è rassicurata
dalla candida Denise che ne sa sempre
 più di tutti.
Per concludere,  il maggiore è arrivato
 al convento perché è proprio da quelle
parti che si perdono le tracce delle reclute
fuggite, comunica alla sorella che il
tenente de  Champlâtreux, ha deciso
di non sposare più Denise, perché
innamoratosi di una soubrette.
Anche la piccola non vuole sposare
 più il suo promesso sposo, ma vuole
scambiare due parole col visconte per cercare
di convertirlo a una vita più santa di quella
di… frequentatore del varietà.
Ricorrono quindi nuovamente al paravento,
ma questa volta senza la superiora,
ne altri presenti.
Anche se può apparire strano per una
giovane spigliata come lei,
Denise è un po’ perplessa e forse
emozionata, da pia educanda, si raccoglierà
in preghiera in questo
momento per lei decisivo,
affidandosi alla sua santa protettrice:
 Santa  Nitouche.
Nel  colloquio col tenente alcune rivelazioni di Nitouche  
 su come avesse passato  la sera precedente, insospettiscono Champlâtreux, il paravento finalmente cade e 
Fernand  scopre la vera identità della ragazza 
di cui s’era innamorato. 
A questo punto vedremo anche la madre 
superiora calcare il palcoscenico nella classica 
passerella finale della, scandalosa-, operetta.
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